Angola
PIL CRESCIUTO DEL 9% IN 19 ANNI
Il prodotto interno lordo dell’Angola e’ cresciuto negli ultimi 19 anni del 9%. Un risultato, ha spiegato il ministro dell’Economia, Manule Nunes Junior che si deve principalmente alla fine della guerra civile nel 2002, che ha consentito, soprattutto negli ultimi sette anni, una progressiva stabilità politico-sociale. “Il Paese”, ha detto il ministro dell’Economia, “conosce un’accelerazione considerevole dell’economia a un tasso medio annuale intorno al 17%”. Una crescita che ha interessato ogni settore dell’economia e non soltanto dovuta al settore petrolifero. Nel Paese lusofono stanno sviluppandosi progetti di diversificazione industriale a partire dal comparto agricolo, settore fondamentale per l’autosufficienza alimentare. L’Angola, ancora oggi, importa la stragrande maggioranza dei beni di prima necessità.
IL BOOM ECONOMICO DI LUANDA
Il boom economico di Luanda, capitale dell’Angola è frutto dell’impressionante sviluppo economico del Paese, secondo i dati della Banca Mondiale, nel 2004 gli investimenti esteri si sono più che triplicati, toccando i 185 milioni di dollari. Nel 2005, la crescita economica è stata del 14%, in buona parte grazie allo sviluppo di nuovi settori. Non solo diamanti e petrolio( la cui esportazione dovrebbe toccare i 2 milioni di barili al giorno nel 2009), ma anche l’edilizia, telecomunicazioni e servizi, grazie agli investimenti provenienti in primis da Portogallo, Sudafrica e Cina. Nell’ultimo anno, Pechino ha stanziato 2 miliardi di dollari come contributo alla rinascita economica del Paese.
L'ANGOLA CERCA FINANZIAMENTI IN CAMBIO DI PETROLIO
Il presidente angolano Jose Eduardo dos Santos è a Pechino per una visita di due giorni, alla ricerca di nuovi finanziamenti cinesi e per una ridefinizione degli accordi petroliferi. L'Angola è il primo fornitore di oro nero dal continente (nei primi sei mesi del 2007 ha esportato 465mila barili di petrolio al giorno in Cina, secondo il Council on Foreign Relations americano), e terzo in ordine dopo l'Arabia Saudita e l'Iran che ancora riempiono la metà delle casse di greggio del paese asiatico. Oggi a fronte dei cambiamenti sulla scena economica e finanziaria internazionale e dell'evoluzione dei prezzi del petrolio (la principale materia prima di esportazione dell'Angola, il cui prezzo è sceso dai 147 dollari dello scorso luglio agli attuali 55 dollari al barile) dos Santos cercherà di rinnovare l'amicizia con il gigante asiatico per portare a casa nuovi crediti e investimenti per la costruzione di infrastrutture, trasporti, acquedotti e abitazioni.