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Burundi

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PAPA: RICEVE PRESIDENTE, DIRITTI E CONCORDATO TRA TEMI COLLOQUIO

 

Il 17 Novembre, nel Palazzo Apostolico, papa Benedetto XVI ha ricevuto il presidente del Burundi, Pierre Nkurunziza, a Roma per il vertice della Fao. Lo rende un comunicato della Sala Stampa vaticana. Successivamente, Nkurunziza ha avuto un colloquio con il card. Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, accompagnato da mons.Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati. ''Negli incontri - riferisce il comunicato - svoltisi in un'atmosfera di cordialita' sono stati toccati argomenti di comune interesse come l'importanza del dialogo e il rispetto dei diritti umani quali elementi fondamentali per costruire una societa' solida e orientata al benessere di tutti i suoi membri. E' stato ribadito l'impegno della Chiesa a offrire il suo contributo allo sviluppo integrale della Nazione burundese, in campo spirituale, come in campo educativo, sanitario e socio-umanitario''. ''A tale scopo - conclude il testo - e' stato auspicato un Accordo Quadro che definisca e garantisca lo statuto giuridico della Chiesa e la sua attivita' nel Paese''.


IN BURUNDI ABOLITA LA PENA DI MORTE. LA CAMERA APPROVA UN NUOVO CODICE PENALE

 

Sul fronte della tutela e del riconoscimento dei diritti umani, grande è la soddisfazione espressa da parte delle ONG riguardo l’introduzione in Burundi del nuovo codice penale da parte del ministro della Giustizia Didace Kiganahe, che ha accolto tutte le disposizioni del diritto comunitario internazionale in materia di genocidio, crimini contro l’umanità e crimini di guerra, così come la tortura, reati che fino ad oggi nel Paese non erano contemplati giuridicamente. Nel Burundi l’approvazione della riforma del codice penale rappresenta un voto storico e un forte segnale di crescita civile, anche se il provvedimento per l’abolizione della pena di morte attende ancora il vaglio del senato prima della ratifica presidenziale. Tra le novità della  riforma ricordiamo la protezione giuridica accordata a donne e bambini contro ogni tipo di atti di violenza, specialmente domestica, in particolare, il reato di stupro che non era specificatamente menzionato nel vecchio codice e che ora viene punito con una pesante pena carceraria che va dai 20 anni di reclusione all’ergastolo.

 

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