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Sudan -
Sudan - Bandiera
Motto: Al-Nasr Lana (Traduzione: La vittoria è nostra)

Informazioni
Nome completo: Repubblica del Sudan
Nome ufficiale: جمهورية السودان
Jumhuriyat as-Sudan
Lingua ufficiale: Arabo
Capitale: Khartum  (1.974.780 ab. / 2005)
Politica
Governo: Giunta militare
Capo di stato: Omar Hassan Ahmad al-Bashir
Capo di governo: Omar Hassan Ahmad al-Bashir
Indipendenza: 1 gennaio 1956
Ingresso all'ONU: 12 novembre 1956
Area
Totale: 2.505.810 km²  (10°)
% delle acque: 5,18 %
Popolazione
Totale (2004): 39.148.162 ab.  (32°)
Densità: 15 ab./km²  
Geografia
Continente: Africa
Fuso orario: UTC +2
Economia
Valuta: Sterlina sudanese (dal 9/01 2007)
PIL (PPA)  (2005): 84.755 milioni di $  (62°)
PIL procapite (PPA)  (2005): 2.522 $  (133°)
ISU  (2004): 0,516 (medio)  (141°)
Energia:
Varie
TLD: .sd
Prefisso tel.: +249
Sigla autom.: SUD
Inno nazionale: نحن جند للہ جند الوطن Nahnu Jund Allah Jund Al-watan ("Siamo l'esercito di Dio e della nostra terra")
Festa nazionale: 1 gennaio

  

Immagine:Sudan coa.gif

 

 

         La Repubblica del Sudan (جمهورية السودان الديموقراطية) è uno stato del Nordafrica.

 

         Si affaccia per circa 600 km sul Mar Rosso e confina con l'Egitto, la Libia, il Ciad, la Repubblica Centrafricana, la Repubblica Democratica del Congo, l'Uganda, il Kenia, l'Etiopia e l'Eritrea.

 

         In termini di superficie è il più grande stato del continente africano. Attualmente il Sudan è una repubblica presidenziale retta però da una giunta militare.

 

         Il nome deriva dall'arabo Bilad as-Sudan, che vuol dire "Paese dei Neri", poiché gli arabi così chiamavano i territori confinanti col Sahara meridionale, le cui popolazioni erano appunto di colore.

                                                                        

 

 

Capo di Stato:

Omar Hassan Ahmad al-Bashir

 

 Immagine:Al bashir.jpg 

 

Capo di Governo:       

Omar Hassan Ahmad al-Bashir  

 

 

 

Capitale: Khartoum

 

 

10 Pound

 

Sterlina Sudanese

 

 

 

News

africa.jpg 19/06/2007

 

 

Darfur : Sudan accetta senza condizioni missione ONU UA



 

Il governo del Sudan ha infine accettato senza riserve lo schieramento di una forza internazionale di mantenimento della pace nella regione del Darfur dopo i colloqui a Khartoum con una delegazione del Consiglio di sicurezza dell'ONU. Il contingente sarà misto, ONU-Unione Africana.

L'ambasciatore Kumalo, in rappresentanza dell'ONU, ha detto che sia il ministro degli esteri sudanese, sia l'ufficio del presidente della Repubblica sudanese hanno confermato che lo Stato del Sudan e' impegnato in tutti gli accordi sottoscritti - compreso il recente accordo recente firmato ad Addis Abeba su una missione mista in Darfur. Il ministro degli esteri sudanese ha detto alla stampa che "Il presidente della Repubblica ha indicato chiaramente che la palla passa ora alle Nazioni Unite".

L'ambasciatore Emyr Jones Parry del Regno Unito ha detto che il Consiglio di sicurezza cercherà il finanziamento per la forza di pace nel budget di mantenimento della pace ONU. Il governo di Khartoum ha anche confermato il suo impegno a perseguire "energicamente" la stabilita' e la pace nella regione ed hanno fornito alcune assicurazioni sull'accesso umanitario a chi ne ha bisogno.

Sull'esigenza di un cessate il fuoco, l'ambasciatore britannico Jones Parry ha detto che i membri del Consiglio hanno sollecitato il governo ad "esercitare una misura di autolimitazione di fronte alle tentazioni (di reagire) suscitate dalle azioni dei ribelli".

 


africa.jpg 05/04/2007

   

Sud Sudan: in un anno raddoppiati gli iscritti a scuola, un terzo sono bambine

 

Sono oltre 850.000 i bambini iscritti a scuola all'apertura del nuovo anno scolastico - lo scorso 1° aprile - nel Sud

Sudan con un aumento significativo rispetto ai tempi della guerra, quando risultavano non più di 343.000. La maggior parte sono stati iscritti nell'arco di un solo anno, mediante la Campagna per il ritorno a scuola avviata nell'aprile del 2006 grazie al sostegno dell'Unicef, con l'obiettivo finale di riportare a scuola nel Sud Sudan 1,6 milioni di bambini entro la fine del 2007.
Degli 850.000 bambini iscritti a scuola, un terzo sono bambine, un risultato di grande importanza alla luce dei tabù che vogliono le bambine escluse dall'istruzione.«L'istruzione è l'investimento più importante per il futuro del Sudan meridionale» ha dichiarato il Direttore dell'Unicef in Sud Sudan Simon Strachan in occasione della Giornata per l'istruzione, che coincide con l'anniversario del lancio della Campagna per il ritorno a scuola.
«Dobbiamo fare tutto ciò che è in nostro potere per mantenere aperta la porta dell'istruzione ai bambini del Sud Sudan» ha affermato Strachan, sottolineando la necessità non solo di permettere l'accesso all'istruzione, ma anche di mantenervi i bambini contrastando il fenomeno dell'abbandono scolastico.I due decenni di guerra terminati solo nel 2005 hanno lasciato le infrastrutture del Sud Sudan in frantumi: delle 2.922 scuole attualmente in funzione appena il 16% sono edifici veri e propri.
La Campagna per il ritorno a scuola mira alla creazione di oltre 200 aule scolastiche e alla ristrutturazione delle 300 attualmente esistenti.Oltre 400 tende per allestire classi di emergenza sono state fornite dall'Unicef per consentire le lezioni durante i lavori di costruzione degli edifici scolastici.Milioni di cartelle scolastiche, libri, quaderni e altri materiali per l'istruzione, inclusi quelli per l'insegnamento, sono stati distribuiti dall'Unicef in tutte le scuole del Sud Sudan, utilizzando camion, imbarcazioni e perfino elicotteri, per raggiungere in tal modo anche le zone più remote del Paese.
Oltre 2.500 maestri sono stati formati nel 2006 e, nel 2007, la Campagna mira a raggiungere oltre 5.000 insegnanti con corsi intensivi di inglese e nuove metodologie per l'insegnamento.Nel 2007 l'Unicef necessita di oltre 30 milioni di dollari per l'istruzione nel Sud Sudan, da utilizzare per la formazione degli insegnanti, la costruzione di scuole permanenti, lo sviluppo delle competenze e capacità d'insegnamento, la fornitura della gran parte dei materiali e attrezzature scolastiche necessarie a mantenere i bambini a scuola e a permettere un'istruzione di qualità.
Le risorse finora promesse nell'ambito della cooperazione internazionale coprono circa il 30% dei fondi necessari per l'istruzione nel Sud Sudan. L'Unicef Italia sostiene con un proprio progetto di raccolta fondi tutti gli interventi previsti dall'Unicef in Sudan, compresa la componente istruzione per il Sud del Paese.

 

 

 


africa.jpg 23/03/2007   

 

Presentato il Rapporto sui diritti umani nel Darfur!

 

 Khartoum - Si accentua la pressione internazionale sul governo sudanese dopo che la missione speciale del Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite ha accusato Khartoum di aver “orchestrato e partecipato ai crimini di guerra e ai crimini contro l’umanità” nel Darfur, la regione occidentale del Sudan da anni sconvolta dalle azioni delle milizie filo-governative e di alcuni movimenti ribelli… Il Rapporto viene esaminato oggi, venerdì 16 marzo, dal Consiglio dei Diritti Umani, un organismo che è stato fondato l’anno scorso per promuovere e proteggere i diritti umani nel mondo.
Nel Rapporto si sottolinea che “le forze governative hanno spesso agito di concerto con le milizie Janjaweed (le milizie a cavallo filo - governative, responsabili della maggior parte degli abusi contro i civili)”, ma si condannano pure i movimenti ribelli che “si sono resi responsabili di gravi violazioni dei diritti dell’uomo”. Il documento lamenta inoltre che le organizzazioni umanitarie sono diventate oggetto di attacchi e il loro lavoro incontra gravi impedimenti.
“Il Sudan deve cessare di prendere a bersaglio i civili del Darfur, deve terminare di sostenere le milizie Janjaweed e procedere al loro disarmo e allo loro smobilitazione e integrazione nella società civile” sottolinea il Rapporto, che raccomanda al Consiglio dei Diritti Umani dell’ONU di “creare una struttura speciale o un meccanismo per seguire la situazione nel Darfur” e chiede al governo sudanese “cooperazione totale per il dispiegamento senza ritardi di una forza di pace e di protezione congiunta dell’ONU e dell’Unione Africana”.
Il Sudan ha respinto il rapporto accusando la Presidente della Missione Speciale, la canadese Jody Williams, premio Nobel per la pace, di “aver avuto fin dall’inizio un atteggiamento ostile nei confronti del Sudan”. La Missione non ha potuto recarsi in Darfur per raccogliere elementi utili all’estensione del suo rapporto, ma ha intervistato alcune delle 200mila persone della regione accolte nei campi per rifugiati nel confinante Ciad. Altri 2 milioni di abitanti sono sfollati nei campi all’interno del Darfur.
Il governo sudanese si è finora opposto all’invio di una forza internazionale per la protezione delle popolazioni della regione. Il Consiglio di Sicurezza dell’ONU sta studiando l’imposizione di sanzioni economiche al Sudan, oltre che limiti agli spostamenti internazionali di esponenti governativi. Anche il governo statunitense prevede di imporre nuove sanzioni oltre a quelle già in atto da qualche tempo. Le pressioni internazionali sul governo di Khartoum provengono anche dall’Africa. Il Rwanda ha infatti minacciato di ritirare i propri militari dal contingente dell’Unione Africana dispiegato in Darfur, perché i soldati “non sono appoggiati da coloro che dovrebbero farlo”. I 7mila soldati africani dovrebbero essere

integrati in una forza ONU/UA con maggiori mezzi e un mandato più ampio.

 


 africa.jpg20/03/2007   

 

Sudan, Unhcr: servono 56 milioni di dollari per i rifugiati

 

L'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) ha lanciato oggi un appello di 56,1 milioni di dollari necessari a finanziare le operazioni del 2007 mirate ad assistere decine di migliaia di rifugiati e sfollati nel ritorno alle proprie case e nella reintegrazione nelle proprie comunità d'origine in Sudan meridionale. La cifra richiesta sarà utilizzata per diversi scopi, tra i quali il potenziamento del programma di rimpatrio volontario in corso, attraverso il quale saranno assistiti oltre 100mila rifugiati a far ritorno dai paesi limitrofi; l'assistenza a circa 25mila sfollati per rientrare nelle proprie aree d'origine; la fornitura a coloro che rientrano di un kit di aiuti per la reintegrazione; la ristrutturazione di ospedali e scuole e per migliorare la situazione di alloggi e sistemi igienico-sanitari. I rifugiati e gli sfollati, al loro rientro nelle comunità d'origine, devono affrontare notevoli difficoltà e, in base a quanto riportato nell'appello, è necessario un impegno importante per far sì che il ritorno di queste persone sia sostenibile. "Nonostante i progressi compiuti negli ultimi due anni" si legge nell'appello "molte comunità che accolgono le persone di ritorno sono ancora impegnate nel difficile processo di reintegrazione. Ciò è dovuto in larga misura alla diffusa devastazione e alle pessime condizioni delle infrastrutture e dei servizi di base nelle aree di ritorno, pesantemente danneggiate dalla guerra". Dalla firma dell'accordo di pace tra il governo sudanese e il Movimento/Esercito di liberazione del popolo sudanese (SPLA) nel gennaio 2005, circa 102mila rifugiati sono rientrati alle proprie case, dei quali 32.400 attraverso il programma di rimpatrio organizzato dell'UNHCR. Inoltre, circa 850mila sfollati sono rientrati nelle loro aree d'origine in Sudan meridionale, soprattutto con mezzi propri. Si prevede che altre migliaia di persone faranno ritorno nel 2007. "In un contesto caratterizzato da un'elevata presenza di mine, abusi dei diritti umani e dalla quasi totale distruzione delle infrastrutture e dei servizi, la promozione del ritorno di rifugiati e sfollati in condizioni di sicurezza e dignità e il contributo alla ricostruzione della vita economica, sociale, civile e politica costituiscono sfide impegnative, non solo per l'UNHCR ma per tutti gli attori coinvolti" prosegue l'appello. Ai donatori vengono richiesti finanziamenti necessari per le operazioni del 2007 mirate ad assistere il rimpatrio volontario e la reintegrazione di 102mila rifugiati originari del Sudan meridionale che si trovano in Repubblica Centrafricana, Repubblica Democratica del Congo, Etiopia, Egitto, Kenya e Uganda. L'UNHCR inoltre coordinerà il ritorno nelle proprie aree d'origine di 25mila sfollati, dei quali 15mila dallo stato sudanese del Nilo azzurro a quello di Southern Sudan e 10mila dallo stato di Central Equatoria a quello di Jonglei. In collaborazione con le agenzie partner, con altre organizzazioni internazionali e con il governo sudanese, l'UNHCR parteciperà inoltre al monitoraggio della situazione dei diritti umani di circa 1,8 milioni di sfollati negli stati di Khartoum e Kassala e all'accurata attività d'informazione sulla situazione nelle aree di origine, in modo che la decisione di rientrare sia pienamente consapevole. Le condizioni nelle aree di ritorno * in particolare riguardanti sicurezza, acqua, sanità ed istruzione - costituiscono elementi decisivi di valutazione nella decisione di rifugiati e sfollati di rientrare nelle proprie aree d'origine. Nell'ambito del piano di lavoro congiunto delle Nazioni Unite per il 2007, l'UNHCR ha in programma di ripristinare o costruire 65 pozzi e di riabilitare 30 scuole nelle aree di maggior ritorno dei rifugiati. Lo scorso anno, l'UNHCR ha ricevuto contributi per oltre 63 milioni di dollari per le proprie operazioni in favore di rifugiati e sfollati del Sudan meridionale. Al momento della firma dell'accordo di pace nel 2005, in Sudan vi erano circa 6,7 milioni di sfollati - 2 milioni dei quali causati dal conflitto in Darfur * e circa 550mila rifugiati nei paesi limitrofi.


 

Compagnie aeree per raggiungere il Sudan:

 

 

Klm.gif 

 

KLM Royal Dutch Airlines

http://www.klm.com

 

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